Acqua & plastica: alternative possibili

bottiglie di plastica

Acqua & plastica: alternative possibili

La plastica è un materiale talmente versatile da poterci costruire qualsiasi cosa immaginabile. Un esempio? Senza plastica non ci sarebbe internet! Infatti l’isolamento dei cavi sottomarini è fatto grazie ad un particolare tipo di plastica, senza il quale non avremmo la nostra amata connessione. Purtroppo, come in ogni invenzione, ci sono dei pro e dei contro.

Ogni italiano beve 224 litri di acqua imbottigliata l’anno, collocandosi al secondo posto nella classifica mondiale dopo il Messico. Utilizziamo più o meno 8 miliardi di bottigliette di plastica ogni anno. Per rendersi conto dei numeri in ballo basta pensare che tutte queste bottiglie allineate formerebbero un serpentone di circa 4 milioni di km, pari a dieci volte la distanza che separa la Terra dalla luna.

Conti in tasca agli italiani, in media ognuno di noi spende tra i 100 e i 200€ all’anno, considerando che un litro costa 0,0015 centesimi e che oltre il 99% del prezzo di acquisto serve a coprire le spese di plastica, trasporto, commercializzazione e l’iva non disincentiva l’acquisto. Tutto questo ovviamente ha un costo caro e salato per il nostro pianeta in particolare modo per gli oceani, dove ogni anno finiscono circa otto milioni di tonnellate di plastica, che contribuisce all’ 80% dell’inquinamento totale dei mari. Il Mediterraneo non fa eccezione: essendo un mare quasi chiuso rischia un ulteriore accumulo di detriti, dato che per degradarsi una bottiglia di plastica impiega mediamente 450 anni, rilasciando nel frattempo microplastiche che invadono ormai anche le isole più protette d’Italia. Si stima che ogni anno circa 570 mila tonnellate di plastica vengano gettate nel mediterraneo.

Un piccolo cambiamento nei nostri comportamenti quotidiani potrebbe aiutare il pianeta e il portafoglio: utilizzare una borraccia al posto delle bottiglie di plastica.

All’acquisto però occorre valutare bene il materiale con cui è fatta (alluminio, plastica morbida, plastica rigida, vetro), il diametro del collo (non deve essere troppo grande, per bere agevolmente senza sbrodolarsi, ma sufficientemente grande da consentire una buona pulizia), la facilità di apertura (con una o due mani), l’isolamento termico, l’ermeticità, la capacità e il peso, se la si porta in borse e zaini.

Inoltre per non avere problemi di salute occorre prestare attenzione alla pulizia e alla manutenzione delle borracce; niente di trascendentale, le regole da seguire nel caso delle borracce sono solo due: lavarle con cura tutti i giorni e lasciarle asciugare senza chiuderle col tappo. I batteri adorano due cose più di ogni altra: l’umidità e l’oscurità. Lasciare le vostre borracce chiuse, senza lavarle e magari con dentro dei residui d’acqua è il modo migliore per farli proliferare indisturbati.

E quindi lavare la vostra borraccia tutti i giorni: riempirla con un po’ di acqua tiepida/calda e aggiungere qualche goccia di detersivo per i piatti. Poi chiudere tutto e agitare con forza. A questo punto, risciacquarla con cura e lasciarla asciugare senza tappo.  Se si vuole fare un lavaggio più approfondito, dopo averla lavata, si può riempire la borraccia con un quinto di aceto bianco e il resto con acqua, lasciandola riposare per tutta la notte e risciacquandola con cura al mattino.

Tra le varie proposte di borracce  oggi vi parliamo delle HUB™ TORET realizzate da una start up di Torino.

La missione di HUB è proprio quella di eliminare l’uso della plastica quando se ne potrebbe tranquillamente fare a meno, come nel caso delle bottigliette monouso. Per farlo hanno creato un sistema virtuoso che permettesse a tutti i loro clienti di poter sempre adottare un comportamento sostenibile, mettendo a disposizione tutti quei punti in cui è possibile fare un refill gratuito d’acqua senza andare a consumare plastica.

In particolar modo questi “punti” sono differenziati tra più di 50.000 fontanelle in giro per l’Italia e 60 bar fidelizzati, che forniranno solo ai possessori delle borracce HUB™ TORET acqua depurata naturale o gasata.

I bar fidelizzati al momento sono solo a Torino, ma presto saranno presenti in tutto il Piemonte ed in tutta Italia.

Il logo presente nella borraccia (il pianeta terra che si scioglie…)  verrà letto come un QR code che sarà la chiave d’accesso per un APP gratuita (HUBWATER) scaricabile negli store per Android ed iOS.

Attraverso questa APP, andando sul  bottone “Refill” ad ogni ricarica  i propri dati Insight saranno aggiornati per farci sapere: quanti soldi abbiamo risparmiato, quanta acqua abbiamo bevuto e quanti grammi di plastica abbiamo evitato.

Per saperne di più  www.hubwater.it

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