Bonus 110 %

bonus 110%

Bonus 110%

Il bonus 110% è una misura di incentivazione introdotta dal D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34, che punta a rendere più efficienti e più sicure le nostre abitazioni.

l Decreto mira a incentivare l’efficienza energetica del nostro patrimonio nazionale; ciò si traduce in consumi minori per il cittadino e soprattutto meno inquinamento, con una maggiore sostenibilità ambientale.

Il meccanismo prevede che gli interventi possano essere svolti anche a costo zero per il cittadino!

ll responsabile Caf Cia Alessandria Giampiero Piccarolo lo spiega ai microfoni di RadioGold, intervistato dal direttore Fabrizio Laddago.

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Il dilemma della bistecca

Il dilemma della bistecca

Nell’ambito del progetto Welfare Verde, Asso Servizi e la Cia di Alessandria  il 28 maggio 2021 hanno organizzato un convegno dal titolo “Il dilemma della bistecca”

L’iniziativa ha voluto fare chiarezza sul comparto produttivo, attraverso una corretta informazione, sfatando le fake news, riportando i dati scientifici degli studi di settore, illustrando le proprietà nutritive della carne, analizzando l’impatto ambientale relativo alla zootecnia.

Il convegno si è svolto con i  relatori  in presenza presso la  Canonica di Corteranzo a Murisengo (AL), ma si è potuto seguire l’evento  online sul canale Youtube Cia Alessandria

Ad aprire i lavori Luigi Andreis – direttore Agrialpi Service srl, a seguire le relazioni di Enrico Veronese – biologo nutrizionista (“Il consumo della carne”), Davide Biagini – ricercatore Disafa Università di Torino (“Sostenibilità degli allevamenti bovini da carne”), Gian Piero Ameglio – allevatore di Razza Piemontese e presidente provinciale Cia Alessandria; le conclusioni a cura di Gabriele Carenini – presidente regionale Cia Piemonte. Moderatrice Genny Notarianni, Ufficio stampa Cia Alessandria.

locandina DILEMMA DELLA BISTECCA

Il fascicolo sanitario elettronico e i servizi on line su salutepiemonte.it

Il Fascicolo sanitario elettronico e i servizi on line su salutepiemonte.it, il portale della Regione Piemonte

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è un dossier digitale attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, con la raccolta e l’archiviazione dei dati e dei documenti digitali sanitari e socio-sanitari relativi a eventi clinici. Questo consente di poter condividere agevolmente la documentazione con ospedali pubblici, Asl, medici di base e pediatri e ottenere un servizio di cura più efficace ed efficiente.

Per accedere al proprio FSE il cittadino deve rivolgersi alla propria regione di assistenza: per il Piemonte l’accesso online è il portale della Regione www.salutepiemonte.it, realizzato dal CSI.

È prevista la consultazione personale ma anche – previo consenso – la consultazione da parte degli operatori sanitari. Il cittadino conserva il diritto di revocare l’autorizzazione in qualunque momento.

Per accedere in modo sicuro e protetto a Salute Piemonte è necessario utilizzare uno dei seguenti strumenti:

  • lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che permette di accedere ai servizi delle Pubbliche Amministrazioni con un’unica identità digitale. Si può attivare, gratuitamente o a pagamento, sul sito di uno dei gestori di identità abilitati, denominati Identity Provider. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID è gratuito per il cittadino.
  • Carta di Identità Elettronica (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (attivando il certificato digitale presente nel chip).

Una volta fatto l’accesso, oltre a poter consultare, stampare e conservare i referti medici, senza dover tornare allo sportello, si possono compiere tante altre operazioni in remoto, da casa,  evitando gli spostamenti, per esempio pagare il ticket, scegliere o sostituire il proprio medico di base, visualizzare gli appuntamenti e gli esiti dei tamponi Covid-19, visualizzare e modificare gli appuntamenti per le vaccinazioni proprie e dei figli, vedere e stampare le ricette per farmaci, visite ed esami, autocertificare il diritto all’esenzione per reddito e molto altro. Le procedure sono veloci ma non sempre facili per chi non è abituato ad utilizzare i dispositivi digitali. Chi non se la sente di procedere in autonomia può nominare una persona di fiducia che operi per suo conto.

Inoltre nei piccoli comuni e in diversi enti che hanno un contatto diretto con i cittadini si cominciamo a trovare servizi come la procedura guidata per lo ottenere lo SPID con il supporto di operatori formati su queste procedure.

 

Incontro Welfare Verde

indagine aziendale

Incontro Welfare Verde: presentazione risultati indagine aziendale e avvio protocollo di collaborazione

Lo scorso 12 marzo si è svolto online un importante incontro tra gli attori di Welfare Verde, piano di azioni promosso da AgriAlpi Service S.r.l., società di servizi di CIA Agricoltori delle Alpi e che coinvolge le società di servizi delle Cia provinciali: Asso Agricoltura servizi srl – Alessandria, Agriservizi srl- Biella, CAA AS – Asti e servizi CIA – Cuneo.

Hanno partecipato:

Antonella Ferrero, Città Metropolitana di Torino

Gabriella Boeri, Consigliera di parità uscente

Marta Vietti, referente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio, Torino

Giovanni Esposito, sindacato Cgil Regione Piemonte

Teresa Cianciotta, sindacato Uil Piemonte

Nadia Biancato, Associazione Smart Valley

Fabrizio Urzia, Inac Piemonte

Luigi Andreis, direttore Agrialpi Service – capofila del progetto

Gian Piero Ameglio, Presidente Cia Alessandria

Elena Massarenti, responsabile Progetto Welfare Verde

Sonia Perico, responsabile Progetto Welfare Verde per Asso Servizi – Alessandria

Roberta Serasso, responsabile Progetto Welfare Verde per Servizi Cia – Cuneo

Paolo Viarenghi, direttore Asso Servizi Alessandria

Cinzia Cottali,  Welfare Manager di Asso Servizi – Alessandria

Mattia Melis, dipendente Cia Biella

Miranda Martino, ufficio stampa Cia delle Alpi -Torino

Genny Notarianni, ufficio stampa Cia Alessandria

Carla Artusio, consulente

Simona Gaviati, Presidente Turismo Verde Regione Piemonte

Francesca Ercules, imprenditrice agricola e Referente Cia Alpi al Comitato Imprenditoria Femminile (CIF) della CCIAA di Torino

Kezia Barbuio, referente area progetti e formazione Cia Agricoltori Delle Alpi

 

Il progetto è iniziato a luglio 2020 e in questi mesi i partner di progetto hanno svolto azioni dirette rivolte ai dipendenti e coerenti con gli intenti prefissati:

  • rafforzamento delle buone prassi in tema di benessere per i dipendenti delle società e per i dipendenti e i collaboratori del mondo Cia.
  • miglioramento dei tempi di conciliazione dei tempi di vita e lavoro;
  • attenzione alla sostenibilità ambientale riducendo gli spostamenti dei dipendenti e degli utenti;
  • adozione di politiche di pari opportunità;
  • promozione uno stile di vita che favorisca salute e benessere della persona con particolare attenzione all’alimentazione sana e sostenibile.

Durante l’incontro sono stati presentati i risultati dell’analisi dei fabbisogni e i dati di un questionario diffuso tra le lavoratrici e i lavoratori.

Su un campione di 191 questionari emerge che la maggioranza della popolazione aziendale si attesta su una fascia d’età medio alta (40/60 anni) di cui le donne rappresentano i 2/3 del totale e nel complesso il livello di istruzione è medio-alto.  In particolare, per le lavoratrici il tema della conciliazione è centrale: il 17% vive sola con i figli e alla gestione della famiglia si aggiunge anche la cura dei genitori anziani.

Lo smart working, sperimentato nell’ambito del progetto,  è apprezzato  ma in generale la preferenza va a un sistema misto in presenza/in remoto.

Rispetto allo stile di vita la maggioranza ritiene di alimentarsi in modo corretto ma esprime l’esigenza di essere maggiormente informato sull’alimentazione e sulle possibili scelte sane, così come per i comportamenti rispettosi verso l’ambiente.

La percezione di ciò che l’azienda ha fatto finora nella direzione green è soddisfacente. Si è fatto cenno alle azioni concrete rispetto a questo tema, come l’adozione dei bicchieri di carta compostabili, la distribuzione di borracce per ridurre il consumo di plastica e l’attività di un gruppo d’acquisto solidale.

Infine, ma non ultimo per importanza, si è ribadita l’intenzione di sottoscrivere un protocollo di collaborazione con i soggetti del territorio che hanno manifestato sin da subito interesse per la pluralità di azioni ricomprese nel progetto.

I prossimi mesi saranno ricchi di nuove iniziative.

Pausa caffè più verde

Pausa caffè più verde

 

Nell’ambito del progetto Welfare Verde, ASSO AGRICOLTURA E SERVIZI SRL ha sostituito i bicchierini di plastica del caffè con bicchierini di carta certificati PEFC e le palettine sono compostabili. Questa decisione riguarda l’area break dell’ufficio di Alessandria e si inserisce nel percorso relativo all’area della “promozione dell’alimentazione sana e sostenibile”.

Ma dire carta non basta per ridurre la nostra impronta ambientale.

Il percorso deciso per il progetto Welfare Verde ci ha portato a conoscere più nel dettaglio la filiera della carta ed ecco cosa possiamo scoprire:

La carta è uno dei prodotti più presenti nella nostra vita quotidiana.

Proprio perché si tratta di un bene di consumo diffusissimo e, almeno fino ad oggi, non sostituibile, è bene fare attenzione alla sua provenienza, in modo da incidere il meno possibile sull’ambiente. A questo scopo, è importante tenere in considerazione, al momento dell’acquisto, la presenza o meno di una certificazione. Nel caso della carta, la certificazione riguarda l’origine del legno da cui è stata tratta la cellulosa, e attesta la sua provenienza da boschi gestiti in maniera corretta ed ecosostenibile, sia da un punto di vista ecologico che da un punto di vista economico e sociale.

La certificazione è un marchio di ecosostenibilità che dipende da determinati parametri, qualitativi e quantitativi, ed è cruciale non soltanto per l’industria cartaria ma anche per tutte quelle industrie che si basano sull’utilizzo del legno, in quanto costituisce un modo per conoscere e tracciare il percorso delle materie prime, dalla loro origine fino al prodotto finale.

A questo proposito, l’Unione Europea riconosce ufficialmente due certificazioni: FSC e PEFC.

La sigla PEFC sta per Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemese cioè “Programma per il riconoscimento di Schemi di Certificazione Forestale”.

PEFC prevede un primo livello di certificazione che riguarda strettamente la gestione forestale e che attesta che una proprietà forestale è gestita secondo criteri di correttezza e di sostenibilità. Una seconda, successiva tipologia di certificazione è invece rappresentata dalla Chain of Custody, “catena di custodia” o di rintracciabilità. Il presupposto di questo secondo livello di attestazione è che il legname e la cellulosa provenienti da foreste gestite in modo corretto e sostenibile devono poter essere rintracciabili in tutte le fasi successive della lavorazione, fino ad arrivare alla commercializzazione. Se tale catena viene correttamente rispettata, il consumatore troverà sul prodotto finito un apposito marchio di qualità.

Per concedere la certificazione PEFC si esige da chi ne fa richiesta il rispetto dei criteri e degli indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la Protezione delle Foreste in Europa di Helsinki (1993) e di Lisbona (1998). L’attestazione permette agli aderenti di utilizzare il logo PEFC e ha una durata di 5 anni. A cadenza annuale sono effettuati controlli per verificare la conformità di ciascun aderente con i criteri previsti.”

Fonte: www.greenme.it

 

 

Gli anziani, la cura, l’aiuto.

Gli anziani, la cura, l’aiuto.

La durata media della vita è aumentata: pur con le recenti tristi vicende legate alla pandemia, sappiamo che in Italia il numero di persone appartenenti alla “quarta età” è uno dei più alti al mondo. Un fenomeno positivo? Sì, se la qualità di vita di questi anziani è tale da permettere di godere di una relativa autonomia in condizioni di sicurezza e serenità.

La famiglia constata però che progressivamente la persona anziana non riesce più a svolgere determinate attività nel quotidiano, e inizialmente cerca di sopperire a queste difficoltà con il proprio tempo e le proprie competenze, per permettere al proprio familiare di continuare a vivere nei propri spazi e con le proprie abitudini.

Aumenta l’attenzione alla salute dell’anziano, e chi si prende cura di lui apprende semplici nozioni mediche per supportarlo con i farmaci, piccole medicazioni, ecc.

Spesso c’è anche una maggiore richiesta di compagnia, di tempo dedicato alla relazione, all’ascolto, ma sappiamo anche che per le persone che hanno una giornata lavorativa piena e una propria famiglia da seguire il tempo è una risorsa preziosa quanto rara.

Infine, con il tempo si rendono necessarie anche delle conoscenze più approfondite per la gestione dell’igiene, del benessere e della sicurezza dell’anziano.

Spesso sono le componenti femminili della famiglia (mogli, figlie, nuore, nipoti) a prestare molto del lavoro di cura necessario a seguire il parente anziano, anche se non mancano esempi di uomini che si dedicano con impegno a questo compito.

Le donne, tuttavia, hanno anche la responsabilità, se non esclusiva, di certo principale, dello svolgimento del lavoro indispensabile per gestire la propria famiglia, a causa di una divisione ancora piuttosto stereotipata dei ruoli fra uomini e donne, indipendentemente dal fatto che queste ultime si dedichino anche a un lavoro esterno.

Si arriva quindi a ipotizzare la soluzione di affiancare al proprio familiare anziano una persona che lo assista (anche in questo caso in prevalenza questo lavoro è svolto da donne, spesso straniere); è una decisione che non si prende mai a cuor leggero, perché ci si pongono molti interrogativi: “come fare per fare accettare a mio padre / mia madre una figura di supporto? Come selezionare la persona che sappia ascoltare, capire, agire con competenza, ma anche con rispetto e gentilezza? Come gestire il rapporto con questa persona?”

Chi ha già attraversato questa esperienza sa che si tratta di un rapporto di lavoro molto particolare, dove si fondono molti aspetti: quello tecnico (le competenze che deve avere la figura di supporto, che vanno ben al di là della sommaria dicitura di “badante”), quello fondamentale della relazione di fiducia e rispetto che si stabilisce fra la famiglia, l’anziano e la lavoratrice, e naturalmente quello normativo ed economico (come garantire se stessi e la lavoratrice stipulando correttamente un contratto).

Per questo ultimo aspetto può essere utile rivolgersi a una struttura che garantisca una corretta informazione e un altrettanto precisa gestione del rapporto di lavoro. In molti casi, come si diceva prima, la persona da assumere è straniera, e talvolta, oltre alla conoscenza della lingua, non è al corrente della normativa italiana. Inoltre, una struttura che offre consulenza corretta e aggiornata è un punto di riferimento certo, che permette alla famiglia di concentrare le proprie energie sul benessere e la serenità del proprio familiare.

Vi invitiamo a visionare questo breve  video informativo, al temine troverete i contatti se desiderate parlare con un operatore.

Articolo di Carla Artusio

Acqua & plastica: alternative possibili

bottiglie di plastica

Acqua & plastica: alternative possibili

La plastica è un materiale talmente versatile da poterci costruire qualsiasi cosa immaginabile. Un esempio? Senza plastica non ci sarebbe internet! Infatti l’isolamento dei cavi sottomarini è fatto grazie ad un particolare tipo di plastica, senza il quale non avremmo la nostra amata connessione. Purtroppo, come in ogni invenzione, ci sono dei pro e dei contro.

Ogni italiano beve 224 litri di acqua imbottigliata l’anno, collocandosi al secondo posto nella classifica mondiale dopo il Messico. Utilizziamo più o meno 8 miliardi di bottigliette di plastica ogni anno. Per rendersi conto dei numeri in ballo basta pensare che tutte queste bottiglie allineate formerebbero un serpentone di circa 4 milioni di km, pari a dieci volte la distanza che separa la Terra dalla luna.

Conti in tasca agli italiani, in media ognuno di noi spende tra i 100 e i 200€ all’anno, considerando che un litro costa 0,0015 centesimi e che oltre il 99% del prezzo di acquisto serve a coprire le spese di plastica, trasporto, commercializzazione e l’iva non disincentiva l’acquisto. Tutto questo ovviamente ha un costo caro e salato per il nostro pianeta in particolare modo per gli oceani, dove ogni anno finiscono circa otto milioni di tonnellate di plastica, che contribuisce all’ 80% dell’inquinamento totale dei mari. Il Mediterraneo non fa eccezione: essendo un mare quasi chiuso rischia un ulteriore accumulo di detriti, dato che per degradarsi una bottiglia di plastica impiega mediamente 450 anni, rilasciando nel frattempo microplastiche che invadono ormai anche le isole più protette d’Italia. Si stima che ogni anno circa 570 mila tonnellate di plastica vengano gettate nel mediterraneo.

Un piccolo cambiamento nei nostri comportamenti quotidiani potrebbe aiutare il pianeta e il portafoglio: utilizzare una borraccia al posto delle bottiglie di plastica.

All’acquisto però occorre valutare bene il materiale con cui è fatta (alluminio, plastica morbida, plastica rigida, vetro), il diametro del collo (non deve essere troppo grande, per bere agevolmente senza sbrodolarsi, ma sufficientemente grande da consentire una buona pulizia), la facilità di apertura (con una o due mani), l’isolamento termico, l’ermeticità, la capacità e il peso, se la si porta in borse e zaini.

Inoltre per non avere problemi di salute occorre prestare attenzione alla pulizia e alla manutenzione delle borracce; niente di trascendentale, le regole da seguire nel caso delle borracce sono solo due: lavarle con cura tutti i giorni e lasciarle asciugare senza chiuderle col tappo. I batteri adorano due cose più di ogni altra: l’umidità e l’oscurità. Lasciare le vostre borracce chiuse, senza lavarle e magari con dentro dei residui d’acqua è il modo migliore per farli proliferare indisturbati.

E quindi lavare la vostra borraccia tutti i giorni: riempirla con un po’ di acqua tiepida/calda e aggiungere qualche goccia di detersivo per i piatti. Poi chiudere tutto e agitare con forza. A questo punto, risciacquarla con cura e lasciarla asciugare senza tappo.  Se si vuole fare un lavaggio più approfondito, dopo averla lavata, si può riempire la borraccia con un quinto di aceto bianco e il resto con acqua, lasciandola riposare per tutta la notte e risciacquandola con cura al mattino.

Tra le varie proposte di borracce  oggi vi parliamo delle HUB™ TORET realizzate da una start up di Torino.

La missione di HUB è proprio quella di eliminare l’uso della plastica quando se ne potrebbe tranquillamente fare a meno, come nel caso delle bottigliette monouso. Per farlo hanno creato un sistema virtuoso che permettesse a tutti i loro clienti di poter sempre adottare un comportamento sostenibile, mettendo a disposizione tutti quei punti in cui è possibile fare un refill gratuito d’acqua senza andare a consumare plastica.

In particolar modo questi “punti” sono differenziati tra più di 50.000 fontanelle in giro per l’Italia e 60 bar fidelizzati, che forniranno solo ai possessori delle borracce HUB™ TORET acqua depurata naturale o gasata.

I bar fidelizzati al momento sono solo a Torino, ma presto saranno presenti in tutto il Piemonte ed in tutta Italia.

Il logo presente nella borraccia (il pianeta terra che si scioglie…)  verrà letto come un QR code che sarà la chiave d’accesso per un APP gratuita (HUBWATER) scaricabile negli store per Android ed iOS.

Attraverso questa APP, andando sul  bottone “Refill” ad ogni ricarica  i propri dati Insight saranno aggiornati per farci sapere: quanti soldi abbiamo risparmiato, quanta acqua abbiamo bevuto e quanti grammi di plastica abbiamo evitato.

Per saperne di più  www.hubwater.it

borracce hub toret

Area salute: convenzioni esami

Test Rapidi Covid19

Area salute: convenzioni aziendali

Nell’ambito del progetto Welfare Verde, ASSO AGRICOLTURA e SERVIZI SRL ha stipulato la convenzione con il poliambulatorio medico di Alessandria DOT 41 per tutti i dipendenti del sistema CIA.

Questo accordo si inserisce nel percorso relativo all’area della “salute e del benessere organizzativo”; in questo periodo ha voluto rispondere alle problematiche originate dal epidemia del CORONAVIRUS non solo per i dipendenti della società dei servizi ASSO AGRICOLTURA SERVIZI SRL ma anche per tutti i dipendenti del sistema CIA.

Il poliambulatorio si trova in Piazza della Libertà, 41 ad Alessandria.

Una sintesi delle convenzioni in essere:

Test Rapidi Covid19 per screening in convenzione aziendale:

– Sierologico Qualitativo

– Tampone Antigenico

Gli esiti si possono ricevere in circa 2h.

In caso di positività sarà necessario procedere con un tampone molecolare, anche questo è possibile effettuarlo  con tariffa riservata.
L’esame è possibile eseguirlo in seduta stante, con esiti in circa 2gg lavorativi.


Ente bilaterale del terziario

ente bilaterale del terziario

Ente bilaterale del terziario

L’ Ente Bilaterale del settore Terziario  è un organismo costituito dall’organizzazione datoriale e dai sindacati dei lavoratori, e rappresenta uno strumento utile alla realizzazione di politiche, progetti e servizi di favore nei confronti sia delle imprese sia dei lavoratori, ricompresi dai Contratti Nazionali di Lavoro e in regola con la contribuzione contrattualmente prevista a favore dell’Ente stesso.

In un breve video vi illustriamo le sue caratteristiche.